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GIOVANNI CONTE
Le donne, protagoniste nelle opere di Carlo Grechi, sono radiose e appassionate (…) ninfe legate a quell’ingarbugliato filo che annoda passato e futuro e le trattiene in eterno al presente. Una pennellata urgente e decisa le accarezza, ne descrive la sensualità, l’impudicizia, ma anche la bellezza interiore, con colori caldi, bruni e rossi brucianti che rivelano l’esaltazione dell’autore per un mondo incessantemente riscoperto. Donne di uomini ora assenti, esausti, talvolta persi dietro una maschera, che soffrono il disagio di una collettività incerta e di una personalità ambigua, certi solo delle loro qualità perdute, con altri miseri obiettivi da conquistare e il “Vello d’0ro” definitivamente dimenticato.
Grechi è consapevole della sua forza creativa e gestisce i suoi mezzi con determinazione, attento alla casualità, ma mai distratto o noncurante, Nel disegno i tratti, ora lunghi e sinuosi, ora brevi e laceranti, sottolineano i contorni delle figure, rendono ardente la materia, interpretano il linguaggio del corpo con volute vibranti e sinuose. Fasci di linee espresse in totale libertà che sottendono sensazione affioranti, emozioni lancinanti e intuizioni sottili e costituiscono il tracciato essenziale anche per la lettura dell’opera pittorica.


PIETRO DEL GRECO
…Si ricava dalla lettura del “segno”, che la tensione morale di Grechi lo conduce ad una totale adesione con l’esistenziale, adesione però intenerita in una materia pittorica la cui struttura sembrerebbe negare la tattilità corporale. C’è in questa dimensione, più psichica che reale, la negazione di ogni contesto: le figure si muovono in uno spazio cromatico che come una valva le fagocita e le genera. Ciò porta sul piano emozionale a sentire questa umanità distaccata e racchiusa in se stessa, in un mondo individuale e doloroso, perdente ogni fisionomia contestuale e, quindi, ogni possibile speranza.


ANGELA GUARINO
Si potrebbe interpretare la pittura di Carlo Grechi come un vero e proprio inno alla donna.
E non ci sarebbe nulla da obiettare visto che la donna ha ispirato poeti, musicisti, pittori e scultori di tutti i tempi. Le donne creatrici e, allo stesso tempo, creature del mondo, lontane e misteriose, discinte e carnali, enigmatiche e riflessive sono infatti le protagoniste assolute dei suoi quadri.
Sono figure molto belle, caratterizzate da una straordinaria identità di segno propria solo di chi, come Carlo Grechi, ha una padronanza grafica indiscussa e indiscutibile. In esse luce e colore, giocando tra loro, si rincorrono, si compenetrano e creano una tavolozza calda e musicale in cui la memoria si disperde. E’ poetico quello che l’artista dipinge perché nei suoi quadri non c’è solo il tentativo di descrivere ma, principalmente, la voglia di raccontare.


MARIO LUNETTA
…L’ uomo di Grechi ha perduto la propria identità, e si aggira in un mondo oscuro, pieno di insicurezza e di allarme. Il nudo maschile o femminile è sempre segnato da una qualche costrizione imponderabile, da una impazienza dolorosa: si muove faticosamente in uno spazio di non-libertà. L’eros non si afferma con spontanea naturalezza, ma deve affrancarsi da un peso (individuale e storico) che lo grava di responsabilità certo non solo sue, ma comunque schiaccianti. Da tutto ciò, l’esaltazione talora delirante del segno e del colore, il predominio dei valori cromatici sordi, dai neri allucinati ai rossi spenti e rugginosi, qua e là lacerati da repentine fiammate di tinte calde e chiare: risorse estreme per ipotizzare un “altrove” meno infelice, finalmente aperto alle risorse e ai bisogni dell’essere nella sua pienezza, ora e qui castigata e umiliata. Grechi può anche dare l’impressione di essere un’artista tutto affidato all’istinto e all’istante: ma in realtà lavora con pazienza metodica, e nasconde la sua raffinatezza per esibirla magari di colpo, spiazzando il riguardante. Si veda ad esempio il suo uso della “macchia”, o la funzione che nelle sue tavole assolvono le zone “sporche”. Si tratta di una funzione rovesciata: non riempitiva ma protagonistica. Talora il centro figurativo del foglio è fortemente decentrato rispetto al centro spaziale-geometrico, con notevoli effetti stranianti. Talora il fuoco cromatico brucia in certe porzioni angolate, o invade di prepotenza i contorni solidi delle figure o degli oggetti, con risultati di furiosa eleganza.


ELIO MERCURI
…Avviene allora il miracolo di questa Cerveteri di Grechi, che vive con così diverso sentimento quella descritta da Lawrence. Si, è un’altra Cerveteri, più intima, nell’abbraccio di uno sguardo che apre sempre, ad una fuga di campi, o al cielo, segno di un desiderio che perpetua il sogno eterno dell’uomo di vivere la presenza dell’Essere, in quanto esser-ci, così come è e come siamo, oltre ogni ombra e smarrimento, tornati alla “dimora”.
Ci affida così questa sua Cerveteri, nella sua storia e nella sua natura, nell’opera dell’uomo e luogo del cosmo, percepita non dall’occhio straniato dello scrittore, quasi simbolo di una più pesante e grave indifferenza, che ne smarrisce il senso, ma con lo sguardo partecipe di chi là ha trovato dimora e ne ripercorre i luoghi e le presenze nel dialogo che è comunicazione tra anima e anima, rivelazione che passo a passo nelle ore e nelle stagioni lo rende commensurabile alla destinazione dell’uomo.


PROF. SETTIMIO LA PORTA
La pittura di Carlo Grechi ha come componente fondamentale il disegno più che il colore, un disegno le cui linee si evolvono spesso in modo autonomo rispetto al registro cromatico e in modo multidirezionale. Esse a volte contengono il colore, lo trattengono, altre volte lo lasciano espandere, creando gradevoli monocromi. Il disegno di Grechi evidenza gracili figure femminili, spesso quasi botticelliane, immerse o in una spazialità del naturale e del quotidiano, in ambienti quindi a noi familiari, raccontati dal pittore con lucida attenzione ed affetto, oppure sono figure compresse in uno spazio limitato, angusto, che permette loro una maggiore oggettivazione. Esse sono dotate di una sensualità che non diventa mai eccessiva, anche quando la carnalità si fa più esplicita, spenta sempre da volti assorti e severi, con uno sguardo misterioso e lontano. Nella tavolozza dei colori di Carlo Grechi domina un rosso squillante e caldo che fascia sovente i flessibili corpi delle figure o fa loro da sfondo acceso, in contrasto con i freddi blu. Colori e disegno sono comunque al servizio di un racconto pittorico che mette al centro la donna, la cui bellezza nasce proprio dal contrasto fra il gesto, l’atteggiamento, la positura assolutamente femminili e umani dell’immagine e la sua immobilità, fissità, lontananza da quel mondo materiale e quotidiano che quasi sempre la circonda.


STEFANO VERCELLESI
Sono colpito dalla bellezza dei disegni di Carlo Grechi, eseguiti con maestria, forza di segno e caratterizzati da un tratto deciso e molto personale influenzato positivamente dalle esperienze dell’espressionismo tedesco e dalle correnti mittel-europee rivisitate dall’artista con grande originalità ed unicità. La peculiarità predominante di Carlo Grechi sta nella capacità, non indifferente, di unire la forza e la potenza del segno, di chiara matrice espressionista, alla dolcezza ed alla morbidezza tipiche dell’universo femminile così enigmatico e intrigato. Osservando le donne di Carlo Grechi ci troviamo di fronte a creature dolcissime e sensuali, ma, allo stesso tempo, fiere amazzoni pronte a combattere per mantenere le loro conquiste!


ANNAMARIA TARANTINO
Nel linguaggio poetico della pittura di Grechi si leggono parole che spiegano l’animo femminile con accenti velati proprio da quella poesia intrisa di passione. Sono donne austere, fedeli a se stesse ed alla verità della loro natura: non quella costruita su personaggi fatui, ma quella vera scevra da ogni artificio. Per capire queste figure è necessario svelare il mistero che le avvolge, unendole in un codice comune. La poesia è di sicuro la chiave che può far accedere nelle stanze di queste umili fanciulle per lo più inafferrabili pur nella loro quotidianità. Così la poesia è la luce che sola può illuminare queste stanze, dove la presenza femminile regna sovrana.